La Terza Sezione della Corte di Cassazione, con riferimento al reato urbanistico (art. 44 d.P.R. n.380/2011) e paesaggistico (art.181 D.lgs. n.42/2004), ha affermato che il giudice, pronunciando sentenza di non punibilità ai sensi dell’art. 131-bis cod. pen., non può ordinare la rimessione in pristino dello stato dei luoghi o la demolizione delle opere abusive, in quanto, ancorché nella sentenza ex art. 131-bis c.p. vi sia un accertamento di responsabilità dell’imputato, non è comunque configurabile il presupposto della sentenza di condanna ai fini e per l’applicazione degli ordini di cui all’art. 31 d.P.R. 380/2001 e 181 D.lgs. 42/2004.