E’ stato presentato in Senato il DDL 726/2018 recante modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231 con specifico riferimento all’obbligatorietà dell’adozione del modello 231 e della nomina dell’organismo di vigilanza.

L’art. 1 del disegno di legge prevede , in particolare, di aggiungere all’articolo 1 del d. lgs. 231/2001 il seguente comma: «3-bis. Tutte le società a responsabilità limitata (Srl), le società per azioni (SpA), le società in accomandita per azioni (SApA), le società cooperative (Sooc. Coop.) e le società consortili che anche solo in uno degli ultimi tre esercizi abbiano riportato un totale dell’attivo dello stato patrimoniale non inferiore a 4.400.000 euro, o ricavi delle vendite e delle prestazioni non inferiori ad 8.800.000 euro, nonché le società che controllino ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile una o più Srl, SpA, SApA, Sooc. Coop. e società consortili che superino i predetti limiti, approvano con delibera del consiglio di amministrazione, dell’organo amministrativo o dell’assemblea dei soci il modello di organizzazione e gestione di cui al presente decreto e nominano l’organismo di vigilanza di cui all’articolo 6, comma 1, lettera b), depositando presso la camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di appartenenza la delibera consiliare o la decisione dell’organo amministrativo o la delibera assembleare di approvazione del modello di organizzazione e gestione e di nomina dell’organismo di vigilanza ai sensi del presente comma entro dieci giorni dall’adozione della stessa».

L’art. 2 del disegno di legge prevede che le società che non ottemperano a tali obblighi sono condannate al pagamento di una sanzione amministrativa di 200.000 euro per ciascun anno solare.