Con la sentenza n. 51526 del 2018, la quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha affermato che, ai fini della sussistenza del presupposto dell’abitualità del comportamento dell’imputato ostativo al riconoscimento della non punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all’art. 131-bis c.p., non rileva la mera presenza di denunce nei confronti dell’imputato o di “precedenti di polizia” di cui si ignora l’esito.

Nel caso in cui risultino in atti denunce o precedenti di polizia, è quindi dovere del giudice – ha affermato la Cassazione – verificare l’esito di tali segnalazioni, per trarne l’esistenza di eventuali concreti elementi fattuali che dimostrino, in ipotesi, la abitualità del comportamento dell’imputato.