Tra la tesi più rigida (Sez. 3 n. 7058 dell’11/02/2014 che ha escluso l’ammissibilità dell’invio a mezzo fax di istanze di rinvio) e quella più permissiva (Sez. 5, n. 535 del 24/10/2016 che l’ha ritenuto ammissibile), i giudici hanno aderito ad un orientamento intermedio, secondo cui l’invio a mezzo fax dell’istanza di differimento dell’udienza per legittimo impedimento non è inammissibile o irricevibile, ma la sua mancata delibazione, quando il giudice non ne sia venuto a conoscenza, non comporta alcuna violazione del diritto di difesa e, quindi, alcuna nullità, in quanto la scelta di un mezzo tecnico non autorizzato per il deposito espone il difensore al rischio dell’intempestività con cui l’atto stesso può pervenire a conoscenza del destinatario, e in ogni caso la parte che si avvale di tale mezzo di trasmissione ha l’onere di accertarsi del regolare arrivo del fax e del suo tempestivo inoltro al giudice procedente.

Solo in casi estremi – ha aggiunto la Corte – qualora l’impedimento sia insorto improvvisamente ed inevitabilmente, e sia tale da impedire una qualsiasi attivazione da parte del difensore, potrà esentarsi lo stesso dalle doverose verifiche circa l’esito dell’inoltro a mezzo fax, salvo l’onere di offrire adeguata prova delle circostanze che le hanno impedite