Rischi di sanzione per le persone fisiche

Con delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020, il Governo italiano ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria nazionale. Conseguentemente, lo stesso Governo ha emanato numerosi provvedimenti d’urgenza finalizzati a contenere ed a contrastare la diffusione del contagio da virus Covid-19.

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Emergenza Covid-19 - avv. Pistochini

La normativa emergenziale ha determinato una rilevante compressione della libertà di movimento riconosciuta alle persone fisiche. Le restrizioni imposte, infatti, spaziano dal divieto di spostamento all’interno del territorio nazionale nonché in entrata ed in uscita dallo stesso, all’assoluta inibizione della mobilità dalla propria abitazione per i soggetti sottoposti a quarantena, alla limitazione della possibilità di svolgere attività motoria all’aperto.

Contestualmente, i provvedimenti d’urgenza hanno individuato circostanze (la cui ricorrenza deve essere attestata mediante auto-dichiarazione in sede di controllo effettuato dalle Forze dell’Ordine) in presenza delle quali – in deroga alle menzionate restrizioni – lo spostamento delle persone fisiche è legittimo.

Il riferimento è agli ormai noti spostamenti determinati da i) comprovate esigenze lavorative; ii) situazioni di necessità; iii) situazioni di assoluta urgenza; ovvero iv) motivi di salute.

Il complesso panorama normativo così delineatosi impone di valutare la possibile rilevanza penale delle condotte di violazione dei divieti e delle restrizioni posti a contenimento del contagio.

Da un lato l’art. 4 d.l. 25 marzo 2020, n. 19 ha escluso la penale rilevanza delle condotte di mera inosservanza delle misure restrittive (assoggettando tale condotta a sanzione pecuniaria amministrativa). Dall’altro parrebbe tuttavia imprudente concludere nel senso di una assoluta inoperatività del diritto penale nel contesto della legislazione d’emergenza.

Sembra infatti ben possibile ipotizzare condotte (e.g., indicazione di circostanze false in sede di autodichiarazione, violazione del divieto di spostamento con conseguente contagio di soggetti terzi) che – al ricorrere di determinate circostanze fattuali – risulterebbero suscettibili di integrare una o più fattispecie criminose (e.g., falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico ex art. 483 c.p., lesioni ex artt. 582, 583 e 590c.p., omicidio ex artt. 575, 584 e 589 c.p.).

Alla luce di tale rilievi appare di fondamentale importanza individuare ed attuare strategie atte a minimizzare i rischi sanzionatori (penali ed amministrativi) correlati alla normativa emanata a fronte dell’emergenza sanitaria.